O’Regan et al.,Technophobia and the manager’s intention to adopt generative AI (2025)

Lo studio di O’Regan e colleghi analizza perché molti manager, pur avendo esperienza e responsabilità, esitano ad adottare l’AI generativa. Basandosi sul modello CognitiveAffectiveNormative (CAN), gli autori mostrano che l’adozione non dipende solo da percezioni di utilità o facilità d’uso, ma da un intreccio di emozioni, processi di apprendimento e cultura organizzativa.
Il primo fattore è la tecnofobia, definita come paura irrazionale verso tecnologie che modificano il lavoro. Nel testo si legge che essa “manifests as negative emotions such as anxiety, unease, and concern”, portando i manager a sovrastimare rischi e complessità, ridurre la fiducia nella tecnologia e abbassare la percezione di autoefficacia. I dati confermano una relazione negativa significativa: più cresce la tecnofobia, più cala l’intenzione di adottare l’AI generativa.
Il secondo elemento è la selfregulated learning (SRL), la capacità del manager di gestire autonomamente il proprio apprendimento. Il SRL permette di definire obiettivi, scegliere strategie, monitorare i progressi e adattare il proprio modo di imparare. I manager con elevato SRL cercano attivamente informazioni, partecipano a formazione e sperimentano strumenti, sviluppando una comprensione più profonda dell’AI. Questo riduce l’incertezza, aumenta la selfefficacy e rafforza la volontà di integrare l’AI nei processi decisionali. Lo studio mostra una correlazione positiva molto forte tra SRL e intenzione di adozione.
Il SRL svolge anche un ruolo moderatore: attenua l’impatto negativo della tecnofobia.
Come affermano gli autori, “SRL can largely buffer the negative impact of technophobia”, aiutando i manager a ristrutturare le percezioni, ridurre l’ansia e trasformare la minaccia in opportunità.
Infine, la ricerca evidenzia l’importanza della cultura organizzativa. Un contesto aperto, che favorisce sperimentazione, trasparenza e circolazione delle informazioni, amplifica l’effetto positivo del SRL. In un ambiente chiuso, invece, anche un manager motivato incontra ostacoli: mancano informazioni, spazi di prova e supporto. Il risultato è una significativa interazione a tre vie: tecnofobia, SRL e cultura aperta determinano insieme la propensione all’adozione.
In conclusione, l’AI generativa non viene adottata perché è “utile”, ma perché le persone che devono usarla si sentono sicure, competenti e sostenute. Le aziende che vogliono accelerare l’adozione devono riconoscere la tecnofobia, sviluppare capacità di apprendimento autonomo e costruire culture aperte all’innovazione.
